Questa espressione racchiude in se uno dei principi cardine della Costituzione italiana, ossia il principio di eguaglianza (art.3). All'art. 3 primo comma la Costituzione dice: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale [cfr. XIV] e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso [cfr. artt. 29 c. 2, 37 c. 1, 48 c. 1, 51 c. 1], di razza, di lingua [cfr. art. 6], di religione [cfr. artt. 8, 19], di opinioni politiche [cfr. art. 22], di condizioni personali e sociali." (Tratto da Senato.it).
Il tema della giustizia costituisce uno dei grandi problemi "storici" di questo paese. Infatti, fra tempi lunghi, tante volte ai limiti della prescrizione, e la mancanza di coerenza fra sentenza e leggi, il popolo italiano si dice quasi sempre insoddisfatto della giustizia italiana.
Per uno come me che ha espresso vicinanza alla famiglia Aldrovandi, nel momento in cui la madre è stata querelata per diffamazione (il mio amico abusivor0x ricorderà sicuramente e potrà confermare), l'esempio cardine dei problemi della giustizia italiana è rappresentato dal caso Sandri, che ieri ha provocato un boato nell'opinione pubblica nazionale, in particolare nel mondo ultras.
Per uno come me che ha espresso vicinanza alla famiglia Aldrovandi, nel momento in cui la madre è stata querelata per diffamazione (il mio amico abusivor0x ricorderà sicuramente e potrà confermare), l'esempio cardine dei problemi della giustizia italiana è rappresentato dal caso Sandri, che ieri ha provocato un boato nell'opinione pubblica nazionale, in particolare nel mondo ultras.
Francamente io, Pietro Minardi, cittadino e tifoso (non ultras) mi sento incazzato ed amareggiato dal fatto che Gabriele Sandri, a mio modesto parere, non abbia avuto giustizia. Luigi Spaccarotella è stato condannato a 9 anni e 4 mesi per l'omicidio di Sandri dalla Corte di Cassazione, la quale ha respinto il recorso dei legali dell'ex agente della polstrada.
Si legge da IlGiornale.it: "Quello di Gabriele Sandri è stato un omicidio volontario, giusta la sentenza della Corte d'Assise d'Appello di Firenze che ha condannato l'ex agente della Polstrada di Arezzo Luigi Spaccarotella a nove anni e quattro mesi di carcere per la morte del giovane tifoso laziale ucciso in autostrada l'11 novembre del 2007. La prima sezione penale della Corte di Cassazione respingendo il ricorso presentato dai legali del poliziotto così come chiesto dal pg Francesco Iacoviello, ha di fatto reso definitiva la condanna e aperto le porte del carcere per Spaccarotella."
Link completo - http://www.ilgiornale.it/interni/la_cassazione_ha_chiuso_caso_sandri_spaccarotella_condannato_9_anni_e_4_mesi/15-02-2012/articolo-id=572182-page=0-comments=1
Se vogliamo difatti essere pignoli, l'art. 575 del codice penale italiano recita: "Chiunque cagiona la morte di un uomo è punito con la reclusione non
inferiore ad anni ventuno [c.p. 32, 276, 295, 301, 306] (2)(3)." Ciò vuol dire che chiunque uccida qualcuno debba subire una condanna non inferiore a 21 anni. Se Spaccarotella, secondo i giudici, ha ucciso Sandri, perchè gli sono stati inflitti solo 9 anni e 4 mesi?
Quando parlo di coerenza del diritto mi riferisco a questo, ossia la reale applicazione di quanto previsto nel codice nella sostanza delle sentenze. Purtroppo, in Italia, tante volte questa coerenza non esiste. Questo da luogo a diversi luoghi comuni popolari del tipo: "se il padre di famiglia ruba 1 kg di mele per mangiare e dare a mangiare ai figli, finisce in galera; mentre chi ruba 100 mila euro, siccome è qualcuno, se la cava con qualche multa ed in carcere non ci finisce proprio".
Questo luogo comune (uno dei tanti) è presente indubbiamente nella cultura italiana e da ciò deriva la mancanza di fiducia nella giustizia italiana, che evidentemente allo stato attuale delle cose non riesce, almeno nell'opinione più comune della gente, ad essere equa ed efficace nella sua azione. Basta pensare ad alcuni testi musicali: per esempio in "La Bella Italia di Aban e Guè Pequeno" si dice nel testo "non va dentro Barabba, sconta il povero Cristo"; questo è solo uno dei tanti esempi.
Bisogna dire basta a questo sistema malato! Bisogna dire basta alla ingiustizie! Bisogna dire basta ad un sistema che non funziona! Basta indulti e legittimi impedimenti, vogliamo una seria riforma della giustizia!!
Pietro Minardi.
Quando parlo di coerenza del diritto mi riferisco a questo, ossia la reale applicazione di quanto previsto nel codice nella sostanza delle sentenze. Purtroppo, in Italia, tante volte questa coerenza non esiste. Questo da luogo a diversi luoghi comuni popolari del tipo: "se il padre di famiglia ruba 1 kg di mele per mangiare e dare a mangiare ai figli, finisce in galera; mentre chi ruba 100 mila euro, siccome è qualcuno, se la cava con qualche multa ed in carcere non ci finisce proprio".
Questo luogo comune (uno dei tanti) è presente indubbiamente nella cultura italiana e da ciò deriva la mancanza di fiducia nella giustizia italiana, che evidentemente allo stato attuale delle cose non riesce, almeno nell'opinione più comune della gente, ad essere equa ed efficace nella sua azione. Basta pensare ad alcuni testi musicali: per esempio in "La Bella Italia di Aban e Guè Pequeno" si dice nel testo "non va dentro Barabba, sconta il povero Cristo"; questo è solo uno dei tanti esempi.
Bisogna dire basta a questo sistema malato! Bisogna dire basta alla ingiustizie! Bisogna dire basta ad un sistema che non funziona! Basta indulti e legittimi impedimenti, vogliamo una seria riforma della giustizia!!
Pietro Minardi.
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