martedì 20 marzo 2012

Rivalorizziamo i Quartieri Popolari di Palermo

Troppo spesso sento commenti negativi, offensivi, basati su pregiudizi e luoghi comuni riguardo i c.d. quartieri popolari di Palermo. Certamente il problema si estende a tutte le città d'Italia, ma è pur vero che a Palermo il problema è piuttosto generalizzato.
Parliamoci chiaramente: Palermo è una città spezzata in due-tre tronconi sociali. Il fatto che manchi coesione sociale fra i cittadini non è di certo un vantaggio per la città e per la risoluzione dei problemi della cittadinanza. Un ottimo esempio di come un gruppo possa risolvere ogni problema è sicuramente Bologna. Il capoluogo dell'Emilia Romagna rappresenta il chiaro esempio di come la rete di cittadini sia la chiave per risolvere i problemi. 
Oltre all'aspetto sociale, ad incentivare questa spaccatura è sicuramente il degrado dei quartieri popolari sia a livello di servizi che di strutture. Tutto ciò è diretta conseguenza dell'abbandono totale di questi quartieri da parte delle istituzioni e della politica in genere, la quale, invece di fornire progetti e soluzioni per il rilancio di questi quartieri, ha incentivato con un assistenzialismo spietato la pigrizia e la voglia di non-fare, privando i quartieri popolari dell'unica possibilità di rilancio.

Da cittadino di una "borgata", come lo è Borgovecchio, posso dire di conoscere a fondo queste realtà, i loro problemi, le loro sfaccettature. Ad oggi il palermitano medio non è dotato di capacità imprenditoriali, ovvero non riesce a dare seguito alle progettualità elaborate, in quanto la sua mentalità è influenzata da anni di assistenzialismo statale. Il cambiamento deve essere quindi graduale:
1. La prima fase deve essere quella della conoscenza, ovvero fare capire ai palermitani la reale situazione della città e come uscirne realmente, al di la delle boiate che tutt'oggi alcuni maestri della "Prima Repubblica" raccontano alla gente.
2. La seconda fase deve essere quella della costruzione, ovvero il Comune deve essere vicino alla gente nel rilancio dell'economia. Deve sostenere tutte quelle progettualità ritenute valide e deve rendere partecipe la gente di esse.
3. La terza fase infine è quella dell'autonomia, cioè il palermitano, avendo capito come creare opportunità e sistemi produttivi, riesce autonomamente a dare sviluppo all'economia del quartiere e della città.

Il concetto di rete di cittadini e l'introduzione di una nuova mentalità risultano fondamentali per la rinascita delle "borgate, ma è altrettanto importante l'aspetto culturale, ovvero la riscoperta storica di questi quartieri che celano, dietro il degrado in cui versano oggi, secoli e secoli di storia. Per fare un esempio pratico, alcuni palazzi di Borgovecchio hanno diversi secoli di vita e hanno resistito a tutte le intemperie, sia quelle della natura che quelle del tempo.

Sarà ovviamente mia cura trattare della tematica approfonditamente in una sede opportuna. Esporremo, io e i miei candidati di circoscrizione, le nostre idee e le nostre progettualità per i quartieri popolari nei prossimi giorni. Questo di adesso è solo un assaggio.

Pietro Minardi

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