martedì 3 dicembre 2013

9 Dicembre: Sciopero Ad Oltranza O Solita Manifestazione Passeggera?

E' una domanda che si pongono in molti,
e che, in questi ultimi giorni che precedono questa protesta, riecheggia nei social network e nell'opinione pubblica. Descrivendo in breve la manifestazione, essa sarà condotta da diversi movimenti ed associazioni apartitiche, che dovrebbero partire con la protesta nella tarda serata dell'Immacolata, intorno alle 22:00.


La manifestazione si estenderà su scala nazionale e ha come obiettivo quello di paralizzare l'Italia intera, in modo da spingere la gente in piazza per protestare contro l'attuale classe politica.
La manifestazione è caratterizzata dai larghi contenuti programmatici (i punti che vengono trattati variano dalla crisi dell'agricoltura, al disastro della Terra dei Fuochi, all'usura bancaria, etc.) e dall'adesione di diverse sigle, da Nord a Sud (Ad esempio aderiscono allo sciopero LIFE, movimento veneto rappresentato da Lucio Chiavegato, e il Movimento dei Forconi, movimento prettamente siciliano rappresentato da Mariano Ferro). Lo sciopero è strutturato e coordinato sul territorio nazionale attraverso una struttura di raccordo organizzata in coordinamenti regionali, provinciali e cittadini, i quali stanno preparando i vari presidi sulle strade.
Sono state già svolte diverse riunioni preparatorie sul territorio (a Bovolone, per esempio, vi è stata la riunione programmatica per definire i punti della protesta) e la protesta sembra già ben vista e pubblicizzata da diverse pagine "anti-casta" su Facebook, da diversi canali su Youtube e da diversi hashtag su Twitter. Su Internet, d'altro canto, si sono già scatenati numerosi troll che hanno attaccati i gruppi e le pagine degli organizzatori.

Se dovessi esprimere un giudizio sulla possibile incidenza della manifestazione, sulla base della pubblicità su internet dell'evento, potrei dire che i politici avrebbero le ore contate ma, si sa, la realtà è diversa dall'immaginazione e alle volte può essere davvero molto amara. Lo stesso Mariano Ferro, in un suo intervento a Catania, ha avvisato i futuri manifestanti che, almeno per i primi giorni, la manifestazione potrebbe non essere così numerosa a causa del fatto che, secondo lui, la gente non ci crede più o per meglio dire vuole che qualcuno si decida ad avviare la macchina della protesta. Difatti la situazione socio-politica italiana, in questo periodo di feste natalizie e di freddo gelido, non lascia ben sperare sulla portata numerica della manifestazione, almeno nelle fasi di partenza.
Inoltre molti cittadini italiani fanno del detto "armatevi e partite" un must della propria vita e, visti quali sono stati i risultati delle precedenti manifestazioni organizzate in passato da gruppi cittadini, sindacati, etc., non mi sento nemmeno di dargli tanto torto.
Tuttavia c'è da dire che il dissenso in Italia è dilagante e sono numerose le classi sociali che sono scese e continuano a scendere in piazza per i motivi più disparati; operai, studenti, agricoltori, imprenditori, etc., sono ormai lo specchio del dissenso dell'opinione pubblica, la quale piano piano si allontana dalla politica, anche da quella politica di dissenso del M5S il quale, di fronte a tale manifestazione, potrebbe essere costretto a prendere decisioni fondamentali per preservare il proprio consenso tra la gente. I recenti disastri ambientali ed idrogeologici, gli scioperi continui degli studenti, gli imprenditori, le numerose classi di lavoratori, etc., sono deterrenti che, sulla carta, potrebbero portare migliaia di italiani nelle strade e nelle piazze.
Non rimane che aspettare e vedere quello che succederà!
Pietro Minardi

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